Una notte di Pronto Intervento: Il Calore di un Semplice Caffè

  • Pubblicato: 07/12/2024
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Tra le mille storie che si intrecciano nei turni di notte del pronto intervento, ce n’è una che porto nel cuore. Era una routine che si ripeteva praticamente ogni volta che montavamo di servizio dall’una alle sette del mattino. Non era un’emergenza nel senso stretto del termine.

Una signora anziana, vedova, viveva con il suo gatto in un appartamento a Milano. I figli abitavano fuori città, e lei si sentiva sola. Aveva trovato il modo di avere un po’ di compagnia: telefonava al 113, dicendo che sentiva rumori sospetti in casa. Non era un allarme vero e proprio, ma un modo per farci andare da lei, per rassicurarla e scambiare due chiacchiere e noi lo sapevamo.

La signora conosceva perfettamente i turni delle pattuglie che le erano più “simpatiche”, non so come ma aveva capito i nostri orari e se li era segnati sul calendario appeso alla parete. Quando sapeva che toccava a noi, immancabilmente, intorno all’una e mezza, chiamava. Sapevamo già cosa aspettarci. Arrivavamo a casa sua, io – che ero il più giovane – mi occupavo di controllare porte e finestre, illuminando ogni angolo con la torcia per mostrarle che tutto era sotto controllo.

Poi succedeva sempre la stessa, bellissima scena. Entravamo in cucina e trovavamo la macchinetta del caffè già sul fuoco, le tazzine pronte, lo zucchero a tavola. Mentre il caffè saliva, ci sedevamo con lei, condividendo quei pochi minuti in un’atmosfera quasi familiare. Alla fine, le assicuravamo che tutto era in ordine: le finestre erano chiuse, le porte blindate, e non c’era nulla da temere.

Le dicevamo sempre di chiamarci se avesse sentito ancora qualcosa, ma la tranquillizzavamo, dicendole che poteva dormire serena perché eravamo la pattuglia di zona e avremo vigilato il quartiere.

Questo è solo uno dei tanti insegnamenti, il mio lavoro non si limitava a proteggere dai pericoli a spaventare i ladri e gli spacciatori, ma soprattutto come donare po’ di conforto a chi ne aveva bisogno, bastava un caffè e un sorriso per fare la differenza.

Riccardo Mattioli

www.riccardomattioli.it

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Scritto da Riccardo Mattioli

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